Doctor G – una graphic novel

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20,00

COD: ISBN 978-88-941156-0-4 Categoria:

Descrizione

Già un editoriale pubblicato su The Lancet quasi 70 anni or sono affermava che “…Metodi statistici semplici ci riguardano molto più da vicino di quanto lo siano molte delle cose che siamo costretti a imparare lungo i sei anni del currisulum di formazione medica… “ (1). Infatti, per comprendere appieno l’effettiva efficacia ed i rischi di un intervento, di un test o di uno screening è assolutamente indispensabile aver compreso concetti quali il “rischio relativo”, quello “assoluto”, l`”NNT” (numero di casi da trattare per avere un beneficio), l`”NNH” (numero di casi da trattare per avere un evento avverso), gli “Odds Ratio”, la nozione di “sensibilità” e di “specificità” di un test, ecc. Oggigiorno, per rispondere ai quesiti clinici della pratica corrente i medici necessitano più che mai di poter accedere ai report di ricerca originale e alle pubblicazioni scientifiche e non possono basarsi unicamente sugli “abstracts”, su riassunti di meta-analisi e di linee guida che concernono di regola un numero limitato di condizioni sanitarie. Ciò richiede al lettore un bagaglio di base di nozioni statistiche che gli permettano di valutare criticamente la progettazione, l’esecuzione e l’analisi di ciascuno studio e successivamente di interpretarne correttamente i risultati. Studi hanno mostrato che i medici sono in grado di capire l’analisi e l’interpretazione dei risultati di solo il 21% degli articoli scientifici (2). L’alfabetizzazione statistica della maggior parte dei medici è così scarsa che non si può pretendere che essi traggano le giuste conclusioni dalle analisi statistiche degli studi pubblicati sulle riviste mediche (3) e non sembra che la comprensione sia migliorata rispetto a quarant’anni or sono (4). Se consideriamo gli screening, oggi molto di moda, la presentazione dei risultati in termini di aumento della sopravvivenza ad esempio a 5 anni, è ingannevole. Infatti, la diagnosi precoce implica già di per se l’anticipo della messa in evidenza di una anomalia. Questo fatto da solo porta ad una migliore sopravvivenza a 5 anni anche se i pazienti in realtà non vivono più a lungo (“lead time bias”). Non sorprende che uno studio recente (5) abbia mostrato che la maggior parte dei medici di medicina generale erroneamente interpreta un’apparente miglioramento della sopravvivenza e una maggiore detezione di tumori come prova che lo screening salvi la vita. Pochi riconoscono correttamente che solo la riduzione della mortalità in uno studio randomizzato costituisce la prova del beneficio dello screening. Il medesimo studio ha mostrato che la grande maggioranza dei medici non è in grado di distinguere tra gli screening di importanza irrilevante (consigliati negli USA dal 69% dei medici di medicina generale) e quelli che al contrario riducono in modo significativo la mortalità concomitante (consigliati dal 23%). Questa evidenza, unitamente all’analfabetismo statistico e alla pratica della medicina difensiva, spiega probabilmente l’acritica adesione della professione ad ogni forma di diagnosi precoce.

Salutiamo quindi questo innovativo supporto didattico in forma di fumetto come un utilissimo e originale strumento di “empowerment” dell’alfabetizzazione biostatistica di base per medici e studenti di medicina e perché no anche per pazienti e giornalisti (6).

Prof. Dott. Gianfranco Domenighetti
Università della Svizzera Italiana e di Losanna

(1) “Mathematics and Medicine.” (1937). The Lancet, i, 31.
(2) Windish DM, Huot SJ, Green ML. Medicine Residents’ Understanding of the Biostatistics and Results in the Medical Literature. JAMA. 2007 Sep 5;298(9):1010-22.
(3) Wulff HR, Andersen B, Brandenhoff P, Guttler F. What do doctors know about statistics? Stat Med. 1987 Jan-Feb;6(1):3-10.
(4) Martyn C. Risky business: doctors’ understanding of statistics. BMJ. 2014 Sep 17;349:g5619. doi: 10.1136/bmj.g5619.
(5) Wegwarth O1, Schwartz LM, Woloshin S, Gaissmaier W, Gigerenzer G. Do physicians understand cancer screening statistics? A national survey of primary care physicians in the United States. Ann Intern Med 2012; 156(5):340-9.
(6) Gigerenzer G, Gaissmaier W, Kurz-Milcke E, Schwartz LM, Woloshin S. Helping Doctors and Patients Make Sense of Health Statistics. Psychological Science in the Public Interest November 2007; vol. 8, no. 2: 53-96

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 24 x 17 x 2 cm
Pagine

180

Contenuto

1 storia a fumetti, 5 episodi di statistica medica, 3 episodi di statistica forense, bibliografia dettagliata con codici QR

22 recensioni per Doctor G – una graphic novel

  1. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Tutto quello che avresti voluto sapere di statistica ed epidemiologia ma non hai mai osato imparare?
    Potrebbe essere il sottotitolo di “Doctor G.”.
    Rischio relativo e assoluto, led time bis, sovradiagnosi, attendibilità di uno screening, sensibilità e specificità di un test, mortalità e sopravvivenza? puoi leggere e imparare facilmente seguendo un fumetto illustrato, scritto a 4 mani da due medici, Luca Iaboli (NoGrazie)e Luana Caselli con la matita di Grazia Lobaccaro e la sceneggiatura di Marco Mardoglio.
    Non è uno scherzo, è il primo coraggioso tentativo di rendere appetibile una materia spinosa per molti trasformandola in una storia, quella del Doctor G appunto.
    Una breve e intensa prefazione di Domenighetti sintetizza il contenuto del libro che definisce “ supporto innovativo didattico in forma di fumetto come un utilissimo e originale strumento di empowerment dell’alfabetizzazione biostatistica di base per medici e studenti di medicina e perché no anche per pazienti e giornalisti”
    Il libro si presenta in due parti, la prima è una graphic novel a tutti gli effetti attraverso la cui lettura si imparano indirettamente molte nozioni di statistica ed epidemiologia.
    Nella seconda questi stessi concetti sono meglio puntualizzati con dovizia di riferimenti bibliografici facilmente ottenibili sullo smartphone con il sistema QR.
    Si tratta di un’opera diversa da quanto pubblicato fino ad ora proprio per la forma ‘fumetto’, che giunge più facilmente
    ai giovani e non (medici ma anche laici), permette di apprendere concetti seriosi mentre ci si appassiona ad una narrazione.
    Un invito alla lettura!

    Giovanni Peronato, Reumatologo, membro Nograziepagoio, Vicenza

  2. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Arriva Doctor G, il primo fumetto che comunica la scienza.
    Un’enorme mole di dati e informazioni sulla nostra salute, e su come proteggerla, ci piomba addosso quotidianamente: percentuali, frequenze, probabilità, rapporto rischio/beneficio e ancora, screening per la diagnosi precoce, rischio assoluto e relativo, sensibilità e specificità di un test. Concetti fondamentali per prendere decisioni autonome e consapevoli, ma sconosciuti alla stragrande maggioranza dei pazienti e agli stessi medici, che poca confidenza hanno con la statistica. Con la conseguenza che si prendono queste informazioni come verità assolute, anche se si stenta a capirle, e con il rischio di sovradiagnosi, trattamenti pesanti e interventi demolitivi non necessari.
    A spiegare cosa si nasconde dietro i complicati termini di statistica ci pensa il ‘Doctor G’, primo – e unico – fumetto di divulgazione scientifica, scritto a quattro mani dai medici Luca Iaboli (emergenza-urgenza e componente dell’associazione NoGrazie) e Luana Caselli (neuroscienze), accompagnati dalla matita di Grazia Lobaccaro e la sceneggiatura di Marco Mardoglio. Un ‘esperimento’ frutto di 5 anni di lavoro, che ha portato a una graphic novel di 184 pagine.
    “Abbiamo scelto il fumetto – spiega Iaboli all’Adnkronos Salute – per comunicare concetti complessi, come quelli di statistica, in modo semplice e coinvolgente”. Per ‘catturare’ il lettore, infatti, “il racconto è articolato come una sorta di poliziesco: il personaggio protagonista, il Doctor G, è un professore di statistica che aiuta la polizia a risolvere alcuni casi. Ci sono 5 episomdi di statistica medica e 3 casi giudiziari, come quello di O Jay Simpson o l’assassinio della studentessa Marta Russo. L’obiettivo finale – sottolinea – è insegnare la statistica di base a medici, giornalisti e soprattutto ai pazienti, in modo che ognuno possa avere gli strumenti per informarsi, comprendere ed essere padrone delle proprie scelte” nella ‘giungla’ dell’offerta sanitaria.
    “Si legge spesso – prosegue il medico – che qualcosa aumenta la sopravvivenza di una data percentuale, ma che cosa vuol dire?” O ancora, gli screening per la diagnosi precoce delle malattie sono oggi tanto di moda, come mammografia e Psa, ma “qual è il vero potere predittivo e quali sono i reali vantaggi di questi test, di cui non si tengono debitamente in conto gli effetti collaterali, come i falsi positivi e l’esecuzione di trattamenti pesanti e interventi chirurgici demolitivi non necessari. Spiegare questi concetti non è affatto semplice, si tratta di nozioni di statistica che la popolazione non mastica abitualmente. Ma che hanno effetti concreti”.
    Come si calcola, per esempio, l’aumento del rischio di contrarre una malattia? Uno dei casi raccontati nel fumetto è l’allarme scoppiato in Gran Bretagna nel ’95 sugli effetti dei contraccettivi orali di terza generazione, che aumenterebbero del 100% il rischio di trombosi agli arti inferiori o ai polmoni. Il panico dilaga fra le giovani donne, che smettono di prendere la pillola, e nel ’96, un anno dopo l’emergenza, in tutto il Regno Unito si verificano 13 mila aborti in più. In quel caso sarebbe stato utile conoscere, a cominciare dai medici, la differenza fra rischio relativo (+100%) e assoluto (+1/7.000) per capire la reale portata dell’allarme.
    E non si tratta di un episodio isolato. “Un simile panico collettivo – si legge – era già avvenuto nel ’70 e nel ’77 e in entrambi i casi la frequenza degli aborti è aumentata. Di solito, le informazioni sulla salute ci vengono comunicate in termini di variazioni relative, forse grandi numeri catturano meglio l’attenzione. Ma grandi numeri possono anche generare ansie non necessarie e speranze non realistiche”.
    Il compito del Doctor G è mostrare “con esempi concreti come i numeri possano essere ingannevoli”. Partendo dall’assunto che “il presidente americano Benjamin Franklin diceva: ‘A questo mondo non c’è niente di certo, tranne la morte e le tasse’. Sottoscrivo in pieno”.
    Sempre più è necessario “un bagaglio di base di nozioni statistiche – scrive nella prefazione Gianfranco Domenighetti, professore all’Università della Svizzera Italiana e di Losanna – che permettano di valutare criticamente la progettazione, l’esecuzione e l’analisi di ciascuno studio scientifico e successivamente di interpretarne correttamente i risultati. Studi hanno mostrato che i medici sono in grado di capire l’analisi e l’interpretazione dei risultati di solo il 21% degli articoli scientifici”.
    Il libro si presenta in due parti: la prima è la graphic novel, che permette di apprendere concetti seriosi mentre ci si appassiona alla narrazione; nella seconda questi stessi concetti vengono puntualizzati con riferimenti bibliografici particolareggiati, ottenibili sullo smartphone con il sistema QR: per approfondire qualcosa che ha destato interesse leggendo, basta fare una foto con il cellulare e scaricare i contenuti. Una curiosità: tutti i volti dei personaggi che si incontrano nel fumetto sono omaggi a eroi della medicina, persone che hanno lasciato il segno in questo settore (articolo pubblicato su adnkronos.com).

    Adelisa Maio, Giornalista Adnkronos

  3. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Sanità. Un libro dedicato ai pazienti. Le domande scomode trovano risposta

    “Se una donna è positiva alla mammografia, qual è la probabilità che abbia effettivamente un cancro al seno?”. “Come si misura l’efficacia di un test di screening?”. “Come si calcola l’aumento del rischio di contrarre una malattia?”. Domande scomode a cui Luca Iaboli (medico) e Luana Caselli (divulgatrice scientifica) rispondono nella graphic novel Doctor G. Protagonista un professore di statistica che aiuta la polizia a risolvere omicidi e rivela gli errori più diffusi da parte dei medici nell’interpretazione dei dati scientifici. Quando, per esempio, la statistica afferma che la pillola contraccettiva di terza generazione aumenta del 100% il rischio di contrarre la trombosi rispetto alla formula precedente, significa che la frequenza è di 2 donne su 7000, il doppio di prima (1/7000). Si tratta cioè di un rischio relativo, non assoluto. Quell’allarme, non considerato in termini relativi, nel 1996 causò nel Regno Unito 13mila aborti in più. “I medici – dice Iaboli – difficilmente sanno leggere i risultati statistici, fondamentali per sapere cosa è giusto o sbagliato per la salute umana”. (articolo pubblicato il 29 febbraio 2016 su Il Fatto Quotidiano)

    Chiara Daina, giornalista, Il Fatto Quotidiano

  4. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Il dottor G è un esperto di statistica che ama cimentarsi con il calcolo del rischio di malattia così come con la probabilità che un indagato sia innocente; è trasandato e ubriacone ma coraggioso e competente, stigmatizza l’ignoranza di medici e avvocati, ma disprezza e mette in ridicolo gli esperti che manipolano la statistica a proprio vantaggio o per condizionare il mercato dei farmaci.
    Riflettendo su questi mistificatori, il dottor G commenta: “Grazie a loro passeranno anni prima di avere una medicina sobria, rispettosa e giusta”.
    Il dottor G è il protagonista di una graphic novel, curiosa ma rigorosa, che mescolando vicende sentimentali, con la valutazione dell’efficacia degli screening, con lo svolazzare delle farfalle e con la disamina di alcuni famosi casi giudiziari, spiega con esempi tratti da notizie giornalistiche e da articoli scientifici il calcolo di sensibilità e specificità, la differenza tra rischio relativo e assoluto, la nocività degli screening, i pericoli della sovradiagnosi.
    Il cuore della vicenda è a Berlino, ma la storia si snoda tra decine di città e luoghi sparsi in tutto il mondo, facendo rivivere il momento in cui la notizia ha colpito la curiosità del protagonista, che rielabora le percentuali declamate alla televisione o pubblicate in articoli scientifici e ribalta le conclusioni a cui sono giunti (talvolta per ignoranza e talaltra per malafede) medici di medicina generale, primi ministri, avvocati, opinion leader.
    Come nelle favole, l’onestà del dottor G, scomodo ed emarginato, verrà premiata; a Parigi come a Madrid, a Oslo come a Dublino, i pazienti felici e contenti riceveranno saggi consigli da medici esperti e non manipolativi che forniranno loro in modo comprensibile e corretto i risultati delle ricerche scientifiche.
    Il triste elenco di articoli, spesso introvabili, che costituisce la bibliografia dei libri, è sostituto da ampie note che ricostruiscono un episodio, che spiegano un fumetto, che commentano una battuta, ma soprattutto è arricchito dai QR code che consentono con un click di scaricare l’articolo originale con lo smartphone o il tablet. Geniale.

    Marco Bobbio, Slow Medicine

  5. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Complimenti agli autori di “Doctor G” che ho appena finito di leggere.
    Avete fatto un ottimo lavoro ed io, che sono digiuno di statistica, ho potuto apprendere tante cose utili e capire alcune di quelle magagne che fanno apparire cento ciò che è uno e viceversa.
    Il libro merita di essere divulgato ampiamente e studiato nei corsi di laurea di Medicina.
    Spero possa avere un grande successo.

    Ermanno Pisani, neurologo, Presidio Ospedaliero dell’Annunziata, Cosenza

  6. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    La storia del Doctor G si legge d’un fiato e, all’ultima pagina, si provano sensazioni rare e preziose.
    È infatti preziosa la nostalgia che deriva dal congedarsi da un personaggio così carismatico, articolato e anticonformista, insomma riuscito.
    È rara, poi, la consapevolezza del lettore che sa di aver investito il proprio tempo nella lettura di un testo informativo, di un saggio scientifico, nonché di una graphic novel di qualità.

    Francesca Maccagnola, insegnante

  7. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Doctor G è una graphic novel che vuole unire la semplicità e l’immediatezza del fumetto con il complesso linguaggio del saggio scientifico di medicina. La storia può essere letta tutta d’un fiato e racconta del protagonista, Doctor G, un professore di statistica all’Università, che aiuta la polizia a risolvere casi criminali grazie al suo incredibile talento con i numeri. Mentre il racconto si articola attraverso veri processi giudiziari (Il processo da OJ Simpson, l’omicidio Marta Russo, …), al suo interno si trovano quei concetti medici meno conosciuti che gli autori vogliono divulgare per cambiare l’approccio delle persone alle informazioni, comprendere il modo in cui i rischi delle scelte legate alla salute sono presentati e permettere alle persone decisioni veramente informate. Consigliato!

    Associazione Lucrezia, Ferrara

  8. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Un grande lavoro questo volume, realizzato con passione e serietà, sintesi rara nel panorama fumettistico attuale.
    Approcciarsi, va detto, non è facile. Si fatica un po’ all’inizio a entrare nella storia perché la componente divulgativa è notevole.
    D’altronde lo scopo principale dell’intera operazione è quello.
    Poi però la sceneggiatura ti trascina fino alla fine, e il felice connubio didattica/narrazione è ben bilanciato, sempre.
    Il plot giallo regge e tiene insieme tutto.
    Il protagonista, il Doctor G, è molto interessante. Da un lato un po’ stereotipato, dall’altro no, perché fa un lavoro davvero poco comune, sicuramente mai visto prima in un fumetto. Il tema in sé, il calcolo statistico come procedimento scientifico dalle varie applicazioni, è decisamente originale.
    Ultimi ma non ultimi, i disegni: il tratto stilizzato funziona sempre in un fumetto, e qui rende il tutto molto leggibile, anche nelle tavole dove il testo è più presente.
    Consigliato!

    Alex Crippa, sceneggiatore

  9. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Ho trovato Doctor G molto interessante.
    Contiene spunti che fanno riflettere e invitano all’approfondimento.
    Il tutto in uno stile informale e piacevolissimo.
    L’ho letto in pochissimo tempo… peró su alcuni dati che proponeva e alcuni trucchetti che smascherava,
    ho passato qualche sera ad approfondirli.
    Mi ha creato molta curiosità.
    Adesso aspetto la prossima avventura del Dottor G!

    Matteo Righettini, studente di Medicina

  10. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    DOCTOR G E LA STATISTICA ALLA PORTATA DI TUTTI

    La medicina e la matematica sono due scienze che dovrebbero dialogare? Forse sì. Forse pure noi dovremmo andare dal medico sapendo fare bene i conti, per poter porre le domande giuste.
    Non basta conoscere la prevalenza di una malattia per trarre delle conclusioni, se non si associa il dato alla mortalità; non si può parlare di benefici in senso assoluto, ma bisogna sempre osservare il dato relativo, il termine di paragone; non ci si può sottoporre a un esame senza sapere che una parte degli screening danno esiti falsi positivi, cioè dicono che sei malato anche se non è davvero così.

    Ma queste cose non ce le dovrebbe dire il medico? Non ci dovrebbe parlare dei pro e dei contro? L’osservazione è giusta. È che a volte anche il medico è affetto da analfabetismo statistico. Altre volte invece è nel suo interesse nascondere l’altra faccia della medaglia.
    Allora, se le cose stanno così, noi pazienti potremmo avere un ruolo. Basterebbe avere la conoscenza di pochi concetti e avere in mente alcuni episodi successi in passato, per andare dal medico con un po’ di consapevolezza in più.
    Da queste riflessioni nasce una graphic novel che vi consiglio di leggere. Si chiama Doctor G ed è un libro maggiorato, perché i QR Code che contiene rimandano direttamente alle pubblicazioni scientifiche. Una lettura a fumetti leggera ma densa di concetti importanti. E pure la presentazione fatta dagli autori è tutt’altro che pesante: è stato un vero piacere ascoltarli.
    Buona lettura!

    Giulia Annovi, giornalista e divulgatrice scientifica

  11. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Una graphic novel per comunicare numeri, probabilità e rischi in modo semplice e chiaro

    La statistica ci aiuta a comprendere la complessità della vita quotidiana? I dati e le informazioni da cui siamo ogni giorno sommersi, sono di aiuto a prendere decisioni razionali? E se queste decisioni riguardano la nostra salute, siamo in grado di prenderle comprendendo i rischi e le probabilità di riuscita e i margini di incertezze a cui andiamo incontro? Sono queste alcune delle domande alle quali gli autori cercano di dare risposta attraverso il libro Doctor G a cura di Luana Caselli, Luca Iaboli, Grazia Lobaccaro, Marco Madoglio, L-INK, 2016.

    In che modo? Usando una forma di narrazione leggera e avvincente come il fumetto, gli autori portano per mano il lettore cercando di farlo districare tra numeri e percentuali, probabilità e rischi.

    Attraverso il filo rosso dell’investigazione scientifica dei crimini, il doctor G, il professore di statistica che insegna all’università di Berlino e che fa il consulente della polizia giudiziaria, si imbatte in fatti e crimini intriganti, sviscera casi e storie giudiziarie famose, cercando di documentare e spiegare, attraverso il metodo della ricerca scientifica, gli avvenimenti accaduti. Ogni indagine e caso giudiziario è quindi preso a pretesto per esaminare un tema con risvolti di salute e i possibili approcci metodologici e tecniche per provare a quantificarne l’entità, la probabilità di accadimento. Sotto forma di taccuino alla Bruce Chatwin, le avventure a sfondo criminale nelle quali si imbattono il protagonista e i suoi collaboratori, affrontano questioni e concetti complessi cercando di tradurli in argomentazioni semplici, fatte di esempi e aneddoti. Dal potere predittivo di un test di screening a come scegliere una popolazione di riferimento, dal come presentare le informazioni per rendere più comprensibili i risultati di un esperimento a come calcolare il rischio di contrarre una malattia, il dottor G sbroglia il bandolo della matassa di casi investigativi complessi e avvincenti, dando spunti per capire in modo rigoroso questioni delicate da un punto di vista scientifico ed etico. Il fumetto è corredato inoltre da un’appendice bibliografica che permette, scansionando con uno smartphone i codici QR posizionati all’interno delle vignette, di approfondire i concetti e i casi trattati.
    Gli autori, Luana Caselli, ricercatrice in neuroscienze, Luca Iaboli, medico di emergenza-urgenza, Grazia Lobaccaro, disegnatrice e Marco Madoglio, sceneggiatore, giocano con intelligenza e maestria i loro ruoli, facendo un buon lavoro di squadra che punta dritto alla mente e al cuore del lettore, e che mostra padronanza della materia, esperienza, capacità di comunicazione. La lettura è accattivante, il risultato vincente. Da riporre nella cassetta degli attrezzi di ciascun operatore di sanità pubblica.

    Alessandro Migliardi, statistico DORS (Centro di Documentazione per la Promozione della Salute)

  12. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Doctor G merita almeno un paio di letture: una veloce, per arrivare in fondo e “scoprire l’assassino” (e scoprire anche grafica e sceneggiatura, entrambe lodevoli) e una fatta con piu’ calma, per apprezzare i ragionamenti (e i calcoli!, spesso tutt’altro che banali) del Dottor G, il protagonista professore di statistica un po’ misantropo e cinico, che con i suoi incontri lungo la storia guidera’ il lettore attraverso vari ragionamenti che gli permetteranno di ripensare piu’ criticamente a tanti aspetti della statistica applicata alla medicina ma applicabile anche ad altri settori. La graphic novel e’ impreziosita da molti riferimenti alle illusioni ottiche classiche, che servono in questo caso da metafora per capire quanti facile sia avere delle false percezioni non solo ottiche, ma anche numeriche, nel caso specifico del fumetto, e di come queste possano di fatto alterare pesantemente le nostre libere scelte. In conclusione, al di la’ del pregio puramente letterario, Dottor G e’ anche un testo che ha il merito di invitare al pensiero critico. Da raccomandare ai giovani studenti di medicina e non solo.
    Morgana Favero, Ricercatrice in Neuroscienze e Medico.

  13. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Finito il libro! Mi sono divertito un sacco, oltre ad averlo trovato scientificamente ineccepibile. Ha ritmo, verve e contenuto.
    Davvero fantastico! Complimentissimi!
    Gianfranco Cervellin, Direttore della struttura complessa Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma

  14. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Letto il libro in un fiato: complimenti!!
    Ogni argomento affrontato è nitido e lascia idee precise in testa.
    E’ stata una splendida idea specie per far apprezzare ai giovani l’approccio quantitativo ai problemi medici.
    Inoltre consente di iniziare ad avere strumenti per fare piazza pulita dei luoghi comuni e riconoscere i conflitti.
    Mariolina Congedo, neurologa di Trieste

  15. Valutato 5 su 5

    Libro che rappresenta in modo semplice e didattico come andrebbero rappresentati i risultati delle sperimentazioni scientifiche in modo che siano di facile comprensione anche per persone non specializzate nel settore. Troppo spesso le informazioni sono manipolate per meri motivi commerciali approfittando della fiducia che viene accordata ai medici o ai media. Grazie a Luca e Luana per la loro pubblicazione e per averci ricordato che non dobbiamo mai smettere di indagare per avere i mezzi necessari a valutare le decisioni da prendere, soprattutto se riguardanti la nostra salute. Giuseppe Ziliotti

  16. Valutato 4 su 5

    (proprietario verificato)

    Questo libro e’ per mia moglie e per tutti quelli che, come lei “non addette ai lavori”, sono tanto interessate ai progressi della medicina quanto spaventate e fuorviate da sedicenti campagne salutistiche, confezionate per gli interessi di pochi.
    Una forma di comunicazione scientifica come un fumetto e con questo contenuto, oltre ad essere stilisticamente una novità, e’ un punto di vista che puoi suggerire sapendo di fare bella figura visto che l’informazione rimane ancora in gran parte gestita attraverso un modello tradizionale di editoria scientifica for profit, fatta di riviste specializzate e documenti, monopolizzata da potenti editori internazionali che hanno apportato al sistema comunicativo solo modesti aumenti di qualità, consistenti in piccoli miglioramenti tecnologici come l’adozione del formato pdf per la lettura dei contenuti.
    L’augurio e’che DoctorG possa diventare una collana in cui vengano raccontati i singoli aspetti di tutte le difficoltà ed i paradossi che un scienziato incontra ogni giorno volendo solo riuscire a raccontare la verità.

    M.Olivieri – medico e libero pensatore –

  17. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Doctor G: una storia di passione per numeri, scienza e medicina.

    Prendete Chandler, mescolatelo con le tavole della Sergio Bonelli, usate come sottotesto qualche metanalisi Cochrane e tanta attualità: ecco Doctor G. Per chi come me è cresciuto con Dylan Dog, Martin Mystere, Mister No e Zagor (ma anche Sturmtruppen e Cattivik…), si tratta di un ritorno al passato, quando mio fratello ogni mese in edicola comprava gli ultimi numeri, divorati il giorno stesso e poi attesi pazientemente per i restanti 30. Quattro settimane durante le quali fantasticavamo l’arrivo di nuove storie, nuove avventure, nuovi personaggi.
    Il protagonista di Doctor G è uno statistico, Eric Gard, una sorta di indagatore dell’incubo senza pistola e Groucho, che si trova alle prese con amori finiti e indimenticati, lavori persi, un mondo di assassini e ingiustizie, che forse non succederebbero se i conflitti d’interesse fossero tenuti sotto controllo e l’alfabetizzazione statistica un po’ più diffusa. Ma qua non parliamo astrattamente di numeri, percentuali e calcoli, ma di casi di cronaca in cui la verità è stata manipolata al fine di dimostrare quello che più faceva comodo a chi aveva in mano il potere. Si comincia con il caso O.J.Simpson, in cui il campione di football americano (accusato dell’omicidio della moglie) vide il verdetto ribaltarsi quando la giuria popolare passò da maggioranza nera a maggioranza bianca. Si continua con il caso Marta Russo e il tentativo molto intellettuale con conseguenze realmente tragiche di realizzare il “delitto perfetto”.
    Il potere predittivo positivo di un test. Ma è nell’area medico-scientifica che Doctor G esprime il suo grande potenziale. Quando si parla di screening per il tumore alla mammella, sfruttato come esempio per parlare di statistica in medicina. Alla domanda fatidica “Se lo screening è positivo, quali sono le probabilità che io abbia effettivamente il tumore?”, le risposte degli specialisti spesso sono imprecise. Quelle corrette sarebbero semplici quanto sorprendenti, dal momento in cui -ad esempio- solo una donna su 10 risultata positiva allo screening ha poi effettivamente una neoplasia alla mammella. E l’elenco continua: su Doctor G si tracciano le differenze tra frequenze relative e frequenze naturali, applicandolo allo screening per la diagnosi precoce della sindrome di Down, oppure al cancro alla prostata, partendo dallo “spot” molto noto negli Stati Uniti, con cui Rudolph Giuliani fece credere che negli Stati Uniti le percentuali di sopravvivenza sono molto maggiorni che in Inghilterra (generando sconforto e incazzature al di là dell’Atlantico).
    Illusione della certezza, rischio relativo e rischio assoluto. “La differenza tra Dio e un medico? Dio non pensa di essere un medico!” afferma Gard. Al medico si chiede un’indicazione precisa, un consiglio circostanziato, una certezza maggiore di quella che troviamo su internet o dal consiglio del vicino di casa. Ma non sempre è una fiducia ben risposta, purtroppo. La capacità di valutare in maniera oculata un’informazione scientifica non dipende solamente dalla preparazione strettamente clinica, ma anche dalla capacità di districarsi tra numeri, percentuali e parametri che, per quanto oscuri, sono maneggiati con grande abilità da parte delle aziende farmaceutiche. Queste ultime ben sanno come fare a simulare l’efficacia di un farmaco, sostituendo un end point, l’obiettivo dello studio, oppure semplicemente dividendo i partecipanti ad un trial in modo da sminuire l’importanza di un effetto collaterale. E l’esempio più grave in questo campo è ben descritto in Doctor G: il caso del Vioxx-rofecoxib, che nel 1999 venne messo in commercio dalla casa farmaceutica Merck, nascondendone gli effetti collaterali a livello cardiovascolare. Quando il farmaco venne ritirato dal mercato, i morti a causa sua erano almeno 55000.
    Un testo completo. Ma i piani di lettura di Doctor G sono molteplici. Innanzitutto, i protagonisti prendono le loro fattezze, idee e personalità da protagonisti reali del mondo della scienza e della medicina. Farmacologi, statistici, medici che hanno segnato positivamente la ricerca sui farmaci e la lotta contro i conflitti d’interesse in campo sanitario. Una bella occasione per saperne di più, per coloro che conoscono poco gli “eroi” di questo affascinante universo. Inoltre, al termine della storia 26 pagine accompagnano il lettore con note, approfondimenti, link a video (completi di QR-code) che spiegano ulteriormente i mille riferimenti a fatti reali presenti nel testo.
    Una farfalla vola leggera sulle pagine di questo fumetto dalla prima all’ultima pagina, e il suo flebile battito d’ali ancora promette di causare uragani dall’altra parte del mondo. Speriamo che sia così anche con Doctor G, scelto come mezzo di educazione di massa a partire dai più giovani, studenti delle superiori, ma anche e soprattutto universitari. In particolare i futuri medici, cui purtroppo raramente viene insegnato a leggere sotto quel sottile strato d’inchiostro che macchia pagine bianche di cifre, grafici e percentuali.

    Sergio Cattani, Blog SalutEducazione, triplo concentrato di salute, scuola e comunicazione.

  18. Valutato 5 su 5

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    Doctor G – una graphic novel
    “Tutto dovrebbe essere più semplice, non semplicistico”. Questa frase è attribuita ad Albert Einstein. E calza perfettamente a Doctor G, un libro che ha in comune due cose con il fisico più famoso del mondo: è preciso e geniale.
    “Doctor G” è una graphic nove/, un romanzo a fumetti. Di cosa tratta? Statistica, applicata alla medicina. E proprio in questa apparente contraddizione sta tutta la genialità degli autori. Autori che hanno scelto una forma di comunicazione visiva, immediata e solo apparentemente semplice per trattare un argomento complesso e nell’immaginario collettivo relegato in libri, schemi, appunti, esercizi …
    Si legge nell’introduzione: “Nella nostra vita e nel linguaggio comune, parole come percentuale, frequenze, probabilità, rapporto rischio/beneficio ricorrono molto spesso. Si tratta di concetti fondamentali per prendere decisioni autonome e razionali, pari alla conoscenza del linguaggio o della matematica elementare. Eppure, non esiste una cultura statistica diffusa”. Nulla di più vero! Pubblicità, riviste, articoli, studi. .. In un mondo che continuamente propone dati, numeri e modelli matematici, è sin troppo semplice credere che l’abitudine comporti una capacità vera di analisi. “Doctor G” ci svela quanto questa convinzione sia radicata ma errata, specialmente nel mondo della medicina, dove i numeri possono gettare nel panico e confortare, uccidere e dare vita, salvare o condannare una persona.
    Protagonista del fumetto è il dottor Eric Gard, professore di statistica presso l’istituto Max Planck di Berlino e occasionale collaboratore presso il tribunale della città. Attraverso le sue vicende private, i casi giudiziari e le lezioni universitarie, il dottore ci guida alla scoperta dei più comuni errori in cui si incappa nel valutare un dato statistico. Per citare un esempio, confondere l’aumento di soprawivenza e la riduzione di mortalità (quest’ultima è il parametro corretto!) per verificare la bontà di un test di screening: “Chiunque scommetterebbe che è più efficace un test che aumenta la soprawivenza dal 68% al 99% piuttosto che di uno che diminuisce la mortalità da 2 a 1.6 su 1000. Ma si tratta dello stesso test e le due statistiche si equivalgono!”
    Come si appunta il dottor Gard: “Le informazioni non hanno significato di per sé. È il modo in cui vengono presentate che conta”. Un invito a fare attenzione ai numeri che leggiamo, facilmente manipolabili per trasmettere messaggi incompleti se non fuorvianti.
    Come nel caso dei contraccettivi orali di terza generazione, accusati di aumentare del 100% (raddoppiare) il rischio di trombosi agli arti inferiori o ai polmoni. Un dato vero, espresso come rischio relativo. Ma che in termini assoluti significa che a soffrire di trombosi saranno due donne su settemila invece che una. La notizia, diffusa con i toni allarmistici del rischio relativo, ha causato un aumento di 13 000 aborti nel solo Regno Unito in un anno!
    “Sa qual è la differenza principale tra Dio e un medico? Dio non pensa di essere medico”. Con questa battuta, il dottor Gard mette in guardia un ricercatore sin troppo abile (e corrotto) nel manipolare i numeri. Troppo spesso i medici, per malafede o ignoranza, comunicano dati e statistiche ai pazienti in modo scorretto, generando inutili ansie o false aspettative e impedendo ai pazienti di partecipare positivamente alla propria cura (“In realtà, ciò che i medici danno ai pazienti è l’illusione della certezza [ … ] il consenso informato è una bella favola politicamente corretta”).
    “Doctor G” è un geniale richiamo ad essere come il libro stesso si presenta: piacevoli, come un fumetto; chiari e sintetici, come le parole che si affiancano alle immagini; onesti e precisi, come il protagonista della vicenda. Un modo semplice (ma non semplicistico!) di ricordarci che “i numeri non devono far ammalare le persone ma aiutarle a scegliere”. Un progetto di comunicazione della scienza originale e perfettamente riuscito.

    Lorenzo Paonessa (http://www.mediatrainers.net/)

  19. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Fantastico! Dopo averlo letto, lo sto consigliando a colleghi e amici.

    Luciano Bortone, anestesista Parma

  20. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    Il fumetto mi è piaciuto molto, oltre ad essere avvincente come trama mi ha colpito per gli spot che chiariscono alcuni punti nodali dell’epidemiologia. L’ho letto di filato.

    Cristiano Piccinelli – Epidemiologo

  21. Valutato 4 su 5

    (proprietario verificato)

    La prevenzione? Raccontiamola a fumetti

    Un volume interessante e particolare sia per la forma, sia per la sostanza, questo ‘Doctor G’. Si tratta infatti di una graphic novel, un genere narrativo sempre più utilizzato in ambito divulgativo: si pensi solo alla serie di fisica e matematica a fumetti allegata a Repubblica, alla comparsa di Albert Einstein sulla copertina di Topolino, alle tavole di Guido Crepax per ‘Tempo medico’, esposte in una mostra al Wow Spazio Fumetto di Milano. E naturalmente ai prodotti del Cnr: la serie Comic Science e l’informatica a fumetti dell’Istituto di informatica e telematica. In questo caso però i quattro autori – Luana Caselli, Luca Iaboli, Grazia Lobaccaro, Marco Madoglio – non si sono limitati a raccontare in tavole il tema della medicina preventiva ma hanno inserito nei disegni una mole cospicua di dati scientifici e statistici, tale da richiedere un’appendice di approfondimenti che, a loro volta, rimandano a ulteriori contenuti accessibili tramite codice Qr. Il risultato è un prodotto completo ma anche complesso, graficamente molto fitto, che dubitiamo possa essere maneggiato agevolmente dal pubblico giovanile e inesperto al quale presumibilmente si rivolge.

    Il tema trattato è comunque importante quanto delicato. La tesi di fondo è che dietro le prescrizioni e i parametri su cui si basa la medicina moderna, spesso si nascondano degli abusi cautelativi e delle finalità difensive per il sistema sanitario, quando non degli interessi di tipo commerciale e industriale. L’accusa non è nuova, dati e casi raccontati nel libro sono agli atti della cronaca, ma come tutte le rappresentazioni a tema anche questa rischia di portare il lettore a conclusioni estreme o addirittura fuorvianti. Da un lato, non c’è ragione di negare che alcuni eccessi prescrittivi e diagnostici siano inutili o persino dannosi a livello di salute individuale e di sistema sanitari; dall’altro, la sanità deve necessariamente mirare a un approccio sempre più preventivo: per ragioni sociali e anagrafiche, culturali ed economiche. Anche su questo tema è quindi necessaria un’informazione equilibrata che renda i cittadini-pazienti, oltre che gli operatori, consapevoli di benefici e rischi insiti in qualunque scelta, affidando alla responsabilità individuale il ruolo dal quale nessuna normativa, per quanto appropriata, la potrà esentare.

    Marco Ferrazzoli, Capo Ufficio stampa,Consiglio nazionale delle ricerche

  22. Valutato 5 su 5

    (proprietario verificato)

    L’inganno dei numeri svelato da Doctor G
    Sono un Professore di Statistica che insegna all’Università e collabora a tempo perso con la polizia di Berlino a risolvere casi giudiziari. Si presenta così il Professore Eric Gard, alias Doctor G, all’inizio del taccuino che contiene le sue intuizioni e considerazioni.
    Questo taccuino è arrivato a noi fortunosamente…Chi è Doctor G? Un eroe dei nostri tempi nei quali siamo bersagliati da ammassi indiscriminati di dati e di informazioni sulla salute? Un investigatore le cui tracce sono i numeri, i cui indizi sono le probabilità, le cui prove sono le statistiche semplici e trasparenti? Doctor G è un eroe, un investigatore e anche un attento osservatore e un avveduto idealista, uno scienziato rigoroso e un eccezionale divulgatore, alle prese con le angustie della vita professionale e personale.
    Doctor G ha una missione: migliorare la comunicazione dei dati statistici che condizionano le scelte dei singoli, i verdetti giudiziari, le politiche sanitarie.
    Per il Professor Gianfranco Domenighetti si tratta di una vera e propria “alfabetizzazione biostatistica”, come scrive nella presentazione al taccuino.
    I numeri non devono fare ammalare le persone ma aiutarle a scegliere.
    La disponibilità del paziente a sottoporsi ad un test di screening inutile cambia dal 60% al 13% in funzione del tipo di informazioni ricevute.
    La cattiva interpretazione dei dati statistici può erroneamente scagionare un imputato, come nel caso del processo a OJ Simpson che è l’argomento di una delle lezioni universitarie del Doctor G, oppure condannarlo, come nel caso di cronaca che si trova a risolvere.
    Sì, perché con un corretto calcolo di probabilità e con la bomboletta spray di un writer Doctor G smonta l’accusa di omicidio ai danni di uno spazzacamino.
    L’errata interpretazione dei dati statistici può condizionare la comunicazione del rischio in medicina. Tra gli esempi la confusione tra sopravvivenza e mortalità che fece Rudolph Giuliani nel 2007 alla NBC, parlando del cancro alla prostata che gli era stato diagnosticato e poi curato cinque anni prima.
    Un altro esempio è l’allarme che fu scatenato nel 1995 quando 190.000 medici e farmacisti inglesi ricevettero dal Comitato Nazionale di sicurezza sui farmaci la segnalazione che i contraccettivi orali di terza generazione aumentassero del 100% il rischio di trombosi agli arti inferiori o ai polmoni, con un’incauta confusione tra rischio assoluto e rischio relativo. Come si può migliorare la comunicazione del rischio in medicina?, chiedono a Doctor G e lui risponde che si dovrebbero usare statistiche semplici e trasparenti, piuttosto che quelle difficili da comprendere, si dovrebbero usare le frequenze naturali invece delle frequenze relative, la mortalità invece della sopravvivenza, il rischio assoluto invece del rischio relativo. Non solo i medici ma chiunque informi sui test deve saperne interpretare correttamente i risultati, anche i giornalisti.
    I diversi casi medici e giudiziari sono esposti in modo chiaro, permettono anche di esercitarsi nei diversi calcoli statistici e allenano alla lettura critica dei dati.
    I testi sono sempre di scorrevole lettura. I disegni aggiungono un contesto spaziale sempre accurato e dettagliato nei riferimenti. I volti non sono sempre resi con tratti distinti e d’immediato riconoscimento. Alla fine del fumetto resta il desiderio e la curiosità di aprire il prossimo taccuino di Doctor G, di continuare a seguire il volo della farfalla…
    Dietro ai testi e ai disegni si rintracciano una profonda ricerca e una rigorosa revisione. Le storie che si aprono tra le strisce sono molteplici e ben narrate e intrecciate. Non solo, il taccuino di Doctor G è impreziosito da una corposa bibliografia di 26 pagine (testi e fumetti) che si articola in spiegazioni e approfondimenti per le diverse vignette, con tanto di rimandi e collegamenti a materiali multimediali (articoli scientifici, siti web, video, notizie, ecc.) accessibili attraverso i codici QR. Insomma, con la bibliografia parte un’altra serie di avventure per le quali bisogna tenere a portata di mano un telefono o un tablet dotati dell’applicazione per leggere i codici QR.
    Dalla bibliografia apprendiamo che l’omicidio di Jennifer Harston è ispirato al caso di Marta Russo oppure che a John Ioannidis, docente di medicina all’Università di Stanford e impegnato da anni all’analisi critica degli studi scientifici, è ispirato il medico che spiega il test di screening neonatale e questi sono solo due esempi.
    Scopriremo dal taccuino chi si celi nei panni del nostro Doctor G?
    La lettura è consigliata a tutti ed è particolarmente raccomandata ai medici, a chi lavora nel sistema giudiziario e a chi si occupa di comunicazione di informazioni statistiche per la scienza, la salute, le politiche sanitarie e la giustizia. È un ottimo strumento per chi insegna statistica agli studenti universitari di varie discipline e per gli studenti stessi.
    Complimenti agli autori per l’idea, la realizzazione, la cura e il coraggio di essersi lanciati in un progetto editoriale dedicato.
    Buone avventure Doctor G!

    Tiziana Metitieri, Neuropsicologa.

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